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Con Angelo Franchitto contro il pregiudizio

Autore Angelo Franchitto
Titolo Amare Diversamente
Editore Autopubblicazione
Sito www.amarediversamente.com
Genere Saggio pedagogico
Pagine 114
Pagina facebook 

[Intervista avvenuta sul blog Scrivo Perché, ora inglobato con Roba da scrittori]

Ciao Angelo! Benvenuto a Scrivo Perché!

Ciao, grazie a te.

Il tuo Amare diversamente è un saggio sull’omosessualità. In che modo hai deciso di trattare l’argomento?

È un saggio strutturato in maniera pedagogica, cioè scritto presentando il tema dell’omosessualità, senza dare alcun giudizio, ma guardando come uno spettatore esterno ciò che è la realtà omosessuale e cercando di far capire l’importanza di aprire la mente a tutta la realtà, senza pregiudizi e stereotipi.

Una maniera intelligente di parlarne, essendo un tema troppo spesso soggetto proprio a imbarazzanti stereotipi…
Tollerare e dichiarare la propria sessualità in Italia crea ancora tante paure. Perché è così difficile accettare se stessi?

Non è difficile accettare se stessi. In realtà temiamo molto il giudizio degli altri. Sicuramente ciò che ci fa sentire “uniti” sono le cose che condividiamo. Ad esempio i nostri migliori amici sono quelli che tifano la nostra stessa squadra, persone con le quali lavoriamo insieme… magari nello stesso ufficio. E così via.
Appartenere ad un gruppo omosessuale, che è una minoranza sociale, ci rende meno parte della società… diminuiscono le cose che possiamo condividere con gli altri. Credo che sia proprio questo che renda le cose più difficili, e non permetta una adeguata integrazione sociale. Poi aggiungiamo i pregiudizi e le paure che scattano nelle persone, soprattutto giovani, aumentano queste difficoltà nell’accettarsi.

Quando hai iniziato a scrivere questo testo?

La stesura del saggio l’ho iniziata un anno fa. Preciso: è stata la conclusione di un periodo di ricerche fatte su campo, leggendo libri e ricerche fatte in Italia e in America.

Chi vorresti che leggesse il tuo libro?

Il mio è un messaggio aperto. Cioè non ho scritto per un pubblico omosessuale, etero, ecc. Vorrei che chiunque leggesse, per capire chi è, cosa significa giudicare l’altro, cosa vuol dire rispettare la persona per quello che è, e non per un particolare modo di essere.
Può andar bene per il giovane che si fa delle domande sulla sua sessualità, per chi conosce ragazzi omosessuali e vuole comprendere meglio che mondo è e che significa essere gay, può leggerlo chi è appassionato di scienze umane e sociali.
Un saggio così è per tutti. Almeno mi piace pensarla così, e vorrei che fosse così anche per i lettori.

Come mai hai deciso di autopubblicare questo volume? Hai cercato di proporlo a qualche editore?

Certo la proposta l’ho fatta a diverse case editrici, le quali mi hanno risposto con entusiasmo, e molte mi hanno fatto proposte editoriali. Ho voluto autopubblicare perchè non sono stato soddisfatto delle offerte che mi sono state fatte. Non venivo pubblicizzato, e comunque non avevo una vera vetrina. Allora provo a farmi conoscere così, magari qualcuno noterà il lavorò e lo riconoscerà. Credo che bisogna tentare e mettersi alla prova anche così nella vita. Bisogna sapersi vendere.

Oltre Amare diversamente hai già scritto altro, o hai qualche testo in cantiere?

Ho scritto diversi articoli, tutti relativi alla vita odierna, a come oggi ci si senta soli, come la vita spesso ci metta in difficoltà, e come la nostra mente e la nostra creatività ci aiutino ad emergere, ad uscire da questo stato di apatia e a diventare artefici di noi stessi. In più sto cercando delle collaborazioni nuove per scrivere su riviste scientifiche. Questo è il mio sogno, quello di poter scrivere e studiare materie che riguardino l’uomo e il mondo affascinante della nostra mente.

Quali scrittori hanno più segnato la tua vita?

Diversi, ho letto Italo Calvino, Oscar Wilde, Pirandello…che diciamo sono stati i maggiori autori che mi hanno fatto capire come la psicologia e la pedagogia si realizzassero nella realtà delle persone raccontandola in un testo. Ma ho letto anche Checov, Kozlov, Machiavelli. Mi hanno segnato anche Dante e Manzoni, Shakespeare. Sono un grande lettore di classici della letteratura. Ma in particolare ho letto molto Freud, perchè sono interessato molto allo studio della mente e della psiche umana.

Stiamo giungendo alla fine dell’intervista. In bocca al lupo per tutto e grazie ancora per essere stato qui!

Grazie a te Antonio per avermi concesso questa intervista. Credo che non sia semplice inseguire i propri sogni, ma bisogna sempre provarci.
Un abbraccio sincero a tutti i lettori.

Ti lascio con la domanda di rito: Perché Scrivi?

Scrivo perchè scrivere è la mia più grande passione. Quando scrivo i miei pensieri è come se trovassero una loro dimora, escono dalla mia mente, si manifestano su un foglio bianco. Sembra che prendano vita. Quelle righe che si riempiono di inchiostro, lettere, parole, frasi e pensieri sembrano essere un corpo che prende forma, è un’anima che prende corpo. La mia non è una fantasia da romanzo, una storia che prevede dialoghi e intrighi. Parlo di me, delle mie passioni per gli ambiti di psicologia e pedagogia. Scrivo saggi che riguardano gli studi e le ricerche che intraprendo. Riporto notizie che raccolgo e catalogo con passione. Insomma per me scrivere significa far uscire ciò che amo: il mio lavoro, i miei studi, le mie indagini, le mie tesi, le mie teorie.
Questo per me significa scrivere, è essere un “Demiurgo” che crea un mondo, il mondo dello scrittore.

[intervista a cura di Antonio Schiena]

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