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Diletta Fabiani e la forza della musica

Autore Diletta Fabiani
Titolo d.flies
Autopubblicato tramite Lulu.com e Ilmiolibro.it
Genere Drammatico, Soprannaturale
Pagine 173
Sito (Tutte le info sul libro)
Sito/blog dell’autrice sulla scrittura
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[Intervista avvenuta sul blog Scrivo Perché, ora inglobato con Roba da scrittori]

Ciao Diletta, benvenuta a Scrivo Perché!

Grazie a voi per l’interessamento e la disponibilità!

Parlaci un po’ del tuo romanzo: cosa accade dopo la morte di June?

A distanza di anni dalla morte di June, l’avvenimento continua a pesare sui suoi amici nonché compagni di rock band, in particolare sul protagonista Airon. L’annuncio di un concerto-anniversario in onore dell’amico scomparso e l’incontro con un misterioso giovane chitarrista, Ken Taira, porteranno Airon a doversi confrontare ancora una volta con la morte di June. Il romanzo parte proprio da qui.

Il titolo è d.flies. Cosa significa?

d.flies è il nome della band di cui fanno parte i personaggi del libro.
Per il significato vero e proprio… beh, credo che dovrete leggere tutto il romanzo per scoprirlo! 😉

A chi è indirizzato il tuo testo?

Credo che il target sia piuttosto vario: potrebbe leggerlo un adolescente così come una persona più adulta. L’importante è che il lettore ami la musica e sia interessato ad una storia di crescita personale condita con un pizzico di mistero.

Alla base del romanzo è evidente la tua passione per la musica. Quanto è importante la sua influenza sulla tua scrittura?

La musica è una delle grandi passioni della mia vita, insieme alla scrittura. Ascoltare musica mi aiuta ad isolarmi dal mondo esterno e creare il mood giusto per scrivere: in questo senso, la trovo complementare alla scrittura. Mi piace inserire citazioni musicali nei miei testi, perché credo che la musica sia qualcosa che tocca il cuore
un po’ a tutti, pur nelle sue diverse forme… proprio come i bei libri!

Come mai per d.files hai scelto la via dell’autopubblicazione?

Inizialmente, questa storia è stata concepita come regalo per due mie amiche. Non volevo stamparla e rilegarla con una spirale così alla buona, volevo qualcosa di più carino, quindi ho utilizzato il servizio di Lulu (che nel 2008 era uno dei pochi siti dedicati al self-publishing in Italia). In seguito ho cominciato ad interessarmi al mondo dell’autopubblicazione e ne ho compreso più a fondo le caratteristiche. Alla fine ho deciso di distribuire d.flies in autopubblicazione per fare una specie di “test“: vorrei riuscire a capire se le mie storie possono interessare qualcuno, se riesco davvero ad emozionare qualche lettore. L’autopubblicazione, eliminando la selezione dell’editore e lasciandomi potere completo sui miei diritti d’autore, mi permette di raggiungere molte persone e come meglio credo.

Credi sia stata una buona idea o se dovessi tornare indietro andresti alla ricerca di un editore?

Se un editore volesse pubblicarlo adesso, prenderei la proposta in considerazione. Ma d.flies ha un target poco definito, non è di facile collocazione sul mercato ed io non volevo aspettare anni vedendolo ammuffire in un cassetto, sperando in una pubblicazione che magari non sarebbe mai arrivata. Sono contenta della mia scelta e penso che mi
abbia aiutato in molti modi, facendomi entrare in contatto con tanti altri scrittori e spingendomi a scrivere più regolarmente. Quindi no, non tornerei indietro. In più, guardare al passato non fa parte del mio carattere 😉 .

Oltre d.flies, sia precedentemente che successivamente, hai scritto altro?

Ovviamente sì! Prima di d.flies ho completato un altro libro, una robaccia adolescenziale che non merita di uscire alla luce del sole XD. Dopo d.flies ho completato altri due libri che fanno parte, idealmente, di una “trilogia della musica” che affronta i temi dell’amore, dell’amicizia ed appunto della musica in tre romanzi molti diversi tra di loro: per questi due sto cercando un editore. Ho inoltre scritto diversi racconti, uno dei quali pubblicato nell’antologia “Altri mondi possibili“: al momento sto lavorando ad un’altro progetto segreto e ad un ritorno al mio primo amore, il fantasy. Potete leggere alcuni dei miei racconti nel mio sito.

Quale consideri il tuo mito ispiratore?

Il brutto anatroccolo. Nessuno crede in lui, ma dopo averne passate di tutti i colori scopre di essere in realtà un meraviglioso cigno. Ma se parliamo di scrittori… beh, non ho in mente una sola persona. Mi piacciono tutti quegli scrittori che riescono a comunicare qualcosa al loro pubblico, scrivendo una storia piacevole ma che faccia comunque riflettere. Credo che sia questa la qualità a cui ogni scrittore dovrebbe aspirare.

Be’, siamo giunti alla fine. Grazie infinite per averci dedicato parte del tuo tempo e auguri per tutto.

Grazie a VOI per avermi dedicato il vostro tempo e grazie in anticipo a tutti quelli che visiteranno il mio sito o leggeranno questa intervista! Ricordo che d.flies è gratuito in versione e-book, mi farebbe piacere ricevere i vostri pareri.

Come saprai però manca una domanda: Perché scrivi?

Scrivo perché, rubando una citazione ad Anna Frank, “la carta ha più pazienza delle persone”. E perché mi piacerebbe riuscire ad emozionare gli altri così come altri hanno emozionato me con i loro scritti.

[intervista a cura di Antonio Schiena]

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