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Recensione: ll Signore del Tempo – Daniela Lucchi

Titolo Il Signore del Tempo
Autore Daniela Lucchi
Editore Albatros
Pagine 234
Genere Fantasy

Ho ricevuto l’invito a leggere questo libro in cambio di una recensione.  Benché abbia accantonato il fantasy per esplorare nuovi generi letterari, l’autrice – che mi ha contattato su anobii.it (dove ho la mia libreria virtuale) – mi ha inviato il suo libro e, finalmente, ecco la recensione che tanto aspettava. Come potete ben constatare l’editore è Albatros, la famosa “casa editrice delle cause perse” e lì per lì, ero dubbioso se valesse davvero la pena leggere qualcosa di un editore che pubblica di tutto, dietro pagamento. È stata automatica l’associazione “Casa editrice a pagament0 = Immondizia” come penso chiunque con un minimo di conoscenza nel mondo editoriale possa avere, ma ho voluto dare all’autrice – e non all’editore – una possibilità. 

La storia è una delle fantasy più classiche. Siamo in un mondo popolato da elfi, umani, nani e altre creature soprannaturali che si ritrovano a combattere contro lo sconvolgimento del Tempo e un ritorno di fiamma di creature quiescenti di natura nanesca. Fin qui, il tutto può sembrare banale, tuttavia la limpidità e la naturalezza con la quale l’autrice espone gli argomenti fa scorrere la trama in modo lineare e ben strutturato, senza lasciare dubbi o perplessità. Non ci sono state parti dove dire “salto e vado avanti”, perchè le descrizioni sono ben miscelate nel discorso.

La trama mi ha incuriosito dall’inizio alla fine; il ritmo è veloce – si svolge in 234 pagine – benchè, a mio parere, si potevano caratterizzare in modo più incisivo tutti i luoghi in cui si svolge la storia, dandogli un tantino di più di connotazione geografica.
Per quanto riguarda i personaggi, sono veramente tanti con riferimento alla lunghezza, relativamente breve, della storia. Alcuni sono superflui, ma comunque ben descritti e concreti, in particolare la figura di Rufus il Nano che mi ha alquanto incuriosito.
Ottima l’idea base del romanzo, benché l’arrivo al castello di Cronos e la sua cattura, ad opera di Bashir, siano veramente troppo facili e di risoluzione troppo veloce e diretta.
Forse l’unico vero punto a sfavore della storia è proprio l’eccessiva velocità con la quale si svolgono gli eventi, uno dietro l’altro, come se si avesse avuto fretta nel raggiungere la fine del romanzo.

Conclusione: È un buon romanzo, ottimo per chi non vuole trame troppo impegnative e che desidera un romanzo lineare e senza troppi fronzoli a contorno della storia. Sapendo che la Albatros pubblica qualsiasi cosa gli arrivi tal quale, sono rimasto colpito dal grande lavoro di editing e di impaginazione dell’autrice. Mi rammarica il fatto che si sia rivolta ad Albatros per la pubblicazione, perché così facendo si è tolta la possibilità di far conoscere il suo romanzo ad un pubblico decisamente più vasto di quello che – immagino – abbia ottenuto finora. Ripeto, è un buon libro, ma – a mio parere – pubblicare con la Albatros (o con qualunque altra casa editrice a pagamento) significa uccidere in partenza ciò che si è creato con la propria fantasia.

Voto:

Beniamino
Roba da Scrittori

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