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Quella notte – Luisa Bolleri

Titolo Quella notte
Autore Luisa Bolleri
Editore Ibiskos Editrice Risolo
Pagine 390
Prezzo € 15,00

Trama

Il cadavere di una giovane donna violentata e barbaramente uccisa viene rinvenuto in una valigia… Le indagini del Commissario Stefano Pacini, navigato ispettore della Squadra Omicidi di Empoli, lo trascineranno in un’avventura mozzafiato nella quale nulla è come sembra.
Due donne e due uomini vedono stravolte le proprie vite, a partire da quella notte, vedono intrecciarsi le proprie strade, come a un incrocio mai percorso prima, provano a cambiare i propri destini, ognuno a suo modo. Ma tutti hanno un punto debole che li farà soffrire.
Mauro, alle spalle una famiglia arida d’affetti, tormentato dai ricordi, si è barricato da tempo dentro un muro di isolamento e vive in balia delle proprie turbe psichiche; Eleonora, bella, sensibile e dal temperamento impulsivo, sarà costretta ad affrontare una terribile prova; Alberto, attraente e intelligente marito di Eleonora, al ritorno dal lavoro troverà una lettera di addio di sua moglie; Veronica sarà coinvolta in un pauroso incidente con Alberto.
Strada facendo il romanzo affronta due delicate tematiche: il disagio mentale e la violenza alle donne. Il disagio mentale, troppo spesso nascosto e trascurato, a volte evolve in situazioni tragiche: la solitudine e la sofferenza, alla base della condotta di uno dei protagonisti, lo condurranno verso un’unica, estrema ossessione. La violenza sessuale e l’omicidio sono perpetrati ancora una volta ai danni di una donna. E tutto diventa occasione per riflettere sui valori della nostra società.

Dal romanzo

Vagamente le parve di udire un respiro affannato nella stanza, simile al rantolo di un animale… In qualche parte del suo cervello si accese una spia rossa e partì l’ordine alla bocca perché chiedesse: “Chi sei?”, ma ormai era troppo tardi: stava perdendo di nuovo conoscenza. Lottò con tutte le sue forze per resistere all’oblio…
Fu allora che lui le sorrise, ma in quel sorriso disumano e spietato c’era ormai solo la sua condanna.

Commenti dell’autrice

Quando ho cominciato a scrivere “Quella Notte”, volevo che la trama fosse verosimile, non un tourbillon di inseguimenti, sparatorie e vittorie impossibili da conseguire nella realtà, ciò che non sopporto di ritrovare nei gialli. Ho cercato di tener vivo l’interesse con una storia avvincente e soprattutto dal ritmo incalzante. Per dare armonia alla narrazione ho inserito molti dialoghi, per fornire al lettore non un racconto, ma l’esperienza del vissuto in diretta. E, sempre volendo fuggire i soliti schemi, ho voluto che durante la lettura del romanzo si stentasse a individuare un solo protagonista, colui nel quale ci si immedesima, per un comune e primitivo bisogno di sentirsi parte della storia. I protagonisti sono infatti quattro personaggi, due donne e due uomini: Mauro, Eleonora, Alberto e Veronica.
Ho tentato di non dare tutto per scontato, relegando questi personaggi dentro gabbie inamovibili, in cui ognuno si muove in un solo prevedibile senso. Senza voler rivelare troppo, posso dire che non sempre ciò che appare in un certo modo, lo è veramente. Non è del resto questo che si cerca in un thriller?
Due temi seri. Durante la stesura del romanzo mi sono trovata ad affrontare principalmente due temi seri: il disagio mentale e la violenza alle donne.
Un argomento molto delicato si dipana attraverso uno dei personaggi principali, Mauro: il disagio mentale, troppo spesso vissuto come una vergogna, viene nascosto agli altri come polvere sotto il tappeto, permettendo che evolva in situazioni tragiche. Descrivendo Mauro, ho accuratamente evitato l’equazione colpevole uguale nato cattivo e senza sentimenti, tradizionale nel romanzo giallo. Il personaggio psicolabile descritto in questo libro non è affatto privo di sentimenti, anzi, è un ipersensibile. Provando a non cadere nella trappola del facile giudizio, ho scavato nel suo passato, penetrando la sua sofferenza e le sue motivazioni, non per giustificare a tutti i costi, ma per spiegare come può muoversi il cervello di un killer. La solitudine e il senso di ingiustizia sono alla base della condotta di Mauro. Fiumi di parole sono state scritte su comportamenti simili ai suoi, ma in un romanzo si può soltanto narrare, non giudicare, se non attraverso la voce dei protagonisti.
Altra tematica affrontata: la violenza alle donne.
Dopo aver messo la parola “fine” al romanzo ho sperato che l’ennesimo romanzo incentrato sulla violenza sessuale e l’omicidio, perpetrati ai danni di una donna, non fosse pura occasione di svago e divertimento fine a se stessi, ma diventasse occasione di riflessione e comprensione della sofferenza altrui. Spesso dimentichiamo che la percentuale di vittime di aggressione, violenza e omicidi riguarda le donne molto più di quanto una società giusta dovrebbe essere disposta ad accettare. Questa storia vuol essere su questo fronte un tributo alla donna, eterna vittima sacrificale.

Roba da Scrittori

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